Viaggiatore immaginario

 

Il tamburo che agita l’aria e le corde che pizzicano e il flauto che evoca, vibrano onde invisibili che colpiscono il piccolo pubblico di questa sera d’Oriente, agitano il sangue di questo crepuscolo caldo e sudato. Una palma da dattero veglia su questa seduta di istintiva, dolce follia che si impossessa di tutti. Una luce di candele che trema trasportata dai corpi che danzano, i veli dei vestiti agitati e scomposti. Gli occhi dei ballerini si perdono tra loro o in cerca di uno spazio più lontano, nell’oro che c’è oltre questo cortile, oltre questo mondo. Si inseguono baci inespressi e promesse di amore animale. I piedi disegnano armonie segrete sulla polvere del selciato, polvere di deserto. Una luna a metà esplode all’improvviso oltre le nubi, illuminando ombre e corpi, sguardi e passioni. La notte apre le porte di un regno misterioso e spiriti e fiabe fanno il loro ingresso portando con sé promesse di meraviglie…i sogni si preparano per l’alba, quando sarà tempo di ripartire.

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