I social media sono un lavoro. Storytellers cercasi.

I social media sono un lavoro. Non solo perché postare su Facebook, Twitter o Google + porta via tempo ed energia, perché non basta cliccare “condividi” o “retweet” per raggiungere il proprio pubblico o perché cercare le giuste foto magari in licenza Creative Commons richiede perizia. I social media sono un impiego a tempo pieno perché sono una risorsa importantissima per aziende, laboratori artigiani, negozi, imprese agricole o liberi professionisti che non hanno tempo e conoscenze per stare dietro alle varie piattaforme del web. 23 milioni di profili Facebook e 3 milioni di utenti iscritti a Twitter in continua crescita sono un enorme bacino di clienti, per chi non può permettersi di appoggiarsi ad uffici marketing e agenzie di comunicazione. Non mi stancherò di ripeterlo, siamo nel bel mezzo di una rivoluzione e ovviamente la comunicazione è uno dei suoi aspetti.

Un giorno un’amica mi ha detto che una tipografia di sua conoscenza aveva speso centinaia di migliaia di euro per comprare dei macchinari, che servono per stampare volantini, brochure, manifesti, ecc. Quanto costa una stazione radio o una rete televisiva o un giornale? Quanto costa diffondere i propri prodotti o servizi attraverso la rete e raggiungere milioni di persone senza per forza impiegare carta:  sostanzialmente un pc e una connessione internet, certo, più il tempo e l’esperienza di chi farà questo lavoro.

Siamo spesso troppo abituati a pensare secondo vecchi modelli, gli impulsi bio-elettrici del nostro cervello seguono le stesse piste neuronali e così i cambiamenti arrivano e ci mettiamo tempo ad assimilarli o forse nemmeno li percepiamo: accendiamo la televisione e un vortice di “crisi-disoccupazione-guerre-omicidi” ci avvolge nella sua oscurità. Eppure qua sta succedendo qualcosa e dai miei viaggi mi stupisco felicemente nel vedere una creatività incredibile in questo paese che secondo certi mezzi di informazione sembra essere allo sfascio.

Servono narratori del cambiamento in atto, che scrivano e parlino dei gioielli artigiani di questo paese, dei progetti di migliaia di start-up che reinventano il lavoro, delle aziende biologiche che creano cibi squisiti e rispettosi, dei professionisti della salute che fanno del loro meglio per contribuire al miglioramento della nostro vero benessere, degli artisti che abbelliscono la nostra esistenza.

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